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Energia, Meloni scrive a Bruxelles: “Flessibilità sui costi o rischiamo la tenuta di famiglie e imprese”

Immagine creata dall'intelligenza artificiale, che ritrae la Primo Ministro Georgia Meloni presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles

Il governo chiede all’UE di scomputare le spese straordinarie per l’emergenza energetica dal Patto di Stabilità, equiparandole al trattamento già concesso per gli investimenti nella difesa.

ROMA. — Un pressing formale e politico sul cuore delle regole fiscali europee. La premier Giorgia Meloni ha inviato una lettera ufficiale alla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, per chiedere un intervento immediato volto ad alleviare l’impatto dei costi energetici sull’economia nazionale. La richiesta di Roma è chiara: permettere che gli investimenti straordinari per calmierare le bollette e sostenere il sistema produttivo vengano esclusi dal calcolo dei vincoli di bilancio del nuovo Patto di Stabilità. Il ragionamento dell’esecutivo si basa su un principio di coerenza e simmetria strategica. Se l’Europa ha già attivato una “clausola di salvaguardia” per concedere flessibilità sui conti pubblici destinati alla sicurezza e alla difesa militare — alla luce dello scenario geopolitico e del sostegno all’Ucraina —, lo stesso coraggio va dimostrato per difendere la sicurezza economica dei cittadini.

“Non è giustificabile che l’Unione Europea consenta margini di manovra finanziaria per scopi di sicurezza e difesa e non per proteggere le famiglie, i lavoratori e le imprese da una nuova emergenza energetica”, si legge in un passaggio chiave della missiva della Presidente del Consiglio.

I nodi della richiesta di Roma

La mossa del governo italiano non è un fulmine a ciel sereno, ma risponde all’allarme per le nuove oscillazioni dei mercati energetici globali.

Fattore esogeno: Per Roma si tratta di uno “shock” totalmente esterno, indipendente dalle politiche economiche dei singoli Stati membri, il che configura a tutti gli effetti la necessità di una risposta e di uno scudo finanziario comune.

L’effetto geopolitico: Nella lettera si evidenzia come le fortissime tensioni in Medio Oriente, con i relativi rischi di blocco nello stretto di Hormuz, sommate alla scia lunga del conflitto russo-ucraino, stiano provocando ripercussioni asimmetriche e gravi sui prezzi di gas e petrolio.

Pericolo competitività: Il rincaro dei costi di luce e gas sta erodendo il potere d’acquisto dei ceti medi e colpendo al cuore la competitività del nostro tessuto industriale, in particolare delle piccole e medie imprese (PMI), con il rischio concreto di riaccendere la fiammata inflazionistica nella zona euro.

Il fronte europeo si divide

Pur ribadendo la massima fermezza dell’Italia sugli impegni presi in ambito di sicurezza collettiva e alleanze internazionali, Meloni ha sottolineato che per i cittadini esiste un’altra “emergenza altrettanto concreta e quotidiana”, quella che si respira dentro le case e i capannoni industriali.

La proposta punta a estendere temporalmente il perimetro delle attuali flessibilità fiscali, includendo i fondi anti-crisi energetica senza però scardinare i tetti di indebitamento già concordati con Bruxelles.

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