Il CEO di Google DeepMind e premio Nobel fissa la scadenza per la più grande pietra miliare tecnologica della storia. Avverte che il cambiamento sarà così drastico da equivalere a “cento Rivoluzioni Industriali insieme”.
MOUNTAIN VIEW — La corsa verso l’Intelligenza Generale Artificiale (AGI) ha ormai una data ben precisa sul calendario dei laboratori più importanti del mondo: il 2029. L’incaricato di lanciare questa clamorosa previsione è stato il neuroscienziato Demis Hassabis, massima autorità di Google DeepMind, il quale ha assicurato che siamo alle porte di una svolta epocale, con sistemi capaci di eguagliare la flessibilità e il ragionamento del cervello umano.
Durante il suo intervento all’evento Google I/O, il fresco Premio Nobel per la Chimica —noto per mantenere un profilo rigoroso e lontano dai proclami pubblicitari della Silicon Valley— ha sorpreso il pubblico abbandonando la sua abituale cautela. “Prevedo che accadrà intorno al 2029, anno più, anno meno. Guardando al ritmo attuale dei nostri sviluppi, mi sembra una proiezione del tutto sensata”, ha affermato in modo perentorio.
Oltre i dati: La “Sfida di Einstein”
Per Hassabis, la vera nascita dell’AGI non sarà dimostrata dal fatto che un software risponda a domande da manuale o risolva codici ripetitivi. Il vero salto evolutivo delle macchine risiederà nella loro capacità di generare conoscenza originale e intuizione scientifica.
Per illustrare questo concetto, lo scienziato ha proposto uno scenario ipotetico molto efficace:
“Immaginiamo di alimentare un’IA con tutte le informazioni scientifiche disponibili sul pianeta fino al 1901. La prova del nove sarà vedere se quel sistema è in grado di unire i puntini da solo e dedurre la Teoria della Relatività Ristretta, proprio come fece Albert Einstein nel 1905. Quel salto creativo e intuitivo è ciò che definisce il pensiero umano”.
I modelli attuali sono eccellenti processori di informazioni, ma mancano di quella scintilla di genialità; una barriera che, secondo il leader di DeepMind, verrà infranta prima della fine di questo decennio.
Un impatto senza precedenti nella storia umana
Hassabis non ha esitato a definire le conseguenze socioeconomiche di questo traguardo come un vero e proprio terremoto per la civiltà. Lungi dalle analogie sottili, l’esperto ha paragonato l’impatto dell’AGI a “moltiplicare per cento la Rivoluzione Industriale”.
La grande differenza con il processo del XVIII secolo, ha spiegato, risiede nella velocità di adozione: mentre quella transizione richiese decenni e influenzò intere generazioni in modo graduale, l’era della superintelligenza si spiegherà nel giro di pochi anni, comprimendo un secolo di evoluzione in appena un decennio.
Frenare in tempo: La critica all’ossessione del settore
La chiusura della sua presentazione ha lasciato un duro messaggio per l’intero ecosistema tecnologico attuale. Hassabis ha criticato apertamente la “frenesia commerciale” e la velocità smodata con cui competono le grandi corporation dell’IA, avvertendo che la fretta impedisce di analizzare con freddezza i protocolli di sicurezza.
Per concludere, lo scienziato ha lanciato un avvertimento che ha risuonato con forza nell’auditorium: “Se stai guidando a tutta velocità contromano in autostrada, accelerare è la cosa peggiore che tu possa fare; a volte è meglio fermarsi un secondo e ricalcolare la direzione”. Il conto alla rovescia è già iniziato, e secondo l’uomo che progetta il futuro di Google, il traguardo è a soli tre anni di distanza.




