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Tragedia alle Maldive: cinque sub italiani muoiono bloccati in una grotta sottomarina a 50 metri di profondità

La spedizione scientifico-ricreativa guidata da una nota docente dell’Università di Genova si trasforma nel più grave incidente nella storia del turismo subacqueo del paese. Nel corso dei drammatici tentativi di recupero ha perso la vita anche un militare maldiviano.

Quella che doveva essere un’entusiasmante immersione alla scoperta dei fondali dell’Oceano Indiano si è trasformata in una catastrofe. Cinque cittadini italiani hanno perso la vita all’interno di un complesso sistema di grotte sottomarine nel Vaavu Atoll, a circa 100 chilometri a sud della capitale Malé.
Il gruppo, composto in gran parte da accademici e biologi marini legati all’Università di Genova, si era immerso giovedì scorso dal motor yacht di lusso Duke of York. L’allarme è scattato quando i sub non sono riemersi per l’orario di pranzo, dando il via a una complessa e drammatica operazione di soccorso internazionale.

🖤 Chi sono le vittime della tragedia

Il gruppo era composto da esperti subacquei e scienziati stimati a livello internazionale: Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Federico Gualtieri,Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti.

🚨 Un recupero ad altissimo rischio e una seconda vittima

La struttura sottomarina in cui si sono addentrati (nota come Cueva del Tiburón o la grotta di Devana Kandu) è un labirinto composto da tre grandi camere collegate da cunicoli molto stretti, che si estende oltre i 50 metri di profondità.

Il corpo dell’istruttore Gianluca Benedetti è stato il primo a essere recuperato giovedì scorso, individuato vicino all’imboccatura della grotta con la bombola ormai vuota. Le operazioni per raggiungere gli altri quattro corpi, rimasti bloccati nelle camere più profonde, sono state ostacolate dal forte maltempo e dalle correnti estreme.

La pericolosità del sito ha mietuto una sesta vittima sabato scorso: Mohamed Mahudhee, un sergente maggiore di 43 anni della Guardia Costiera maldiviana, è deceduto a causa di una grave embolia gassosa (malattia da decompressione) contratta durante i tentativi di perlustrazione della grotta. Per sbloccare la situazione è stato necessario l’intervento di un team specializzato di sub finlandesi ed esperti di speleosubacquea inviati dall’Italia. I corpi di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri sono stati riportati in superficie martedì, mentre si conta di recuperare gli ultimi due nelle prossime ore.

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